Con questo articolo introduttivo voglio dare il via ad una rubrica di approfondimento settimanale, collegata alla pagina Facebook dello Studio Dietetica e Nutrizione Sorato, in cui ti parlerò di come molti alimenti di uso comune possano diventare funzionali se utilizzati in un certo modo.

Vado in ordine e prima di tutto ti spiego cosa intendo per alimenti e alimentazione funzionale.

Alimenti funzionali

Secondo l’Azione concertata della Commissione sulla scienza degli alimenti funzionali in Europa (FUFOSE), si può definire alimento funzionale:

«un alimento che ha un effetto benefico su una o più funzioni dell’organismo, al di là degli effetti nutritivi, in un modo rilevante per il miglioramento dello stato di salute e benessere e/o per ridurre il rischio di malattia. È consumato come parte di un regime alimentare normale. Non è una pillola, una capsula o qualsiasi forma di integratore alimentare»

Ciò significa che non si sta parlando di integratori, ma di alimenti veri e propri che, grazie alle loro caratteristiche organolettiche e di composizione nutrizionale, garantiscono non solo un preciso apporto di nutrienti, calorie, ecc, ma anche una funzione specifica all’interno dell’organismo umano.

Tutti gli alimenti sono funzionali?

La risposta è NI’.

Ogni alimento ha delle sue caratteristiche predeterminate (per esempio la composizione nutrizionale “sulla carta”), che vengono poi pesantemente influenzate dall’origine e provenienza, dalla modalità di coltivazione o di allevamento di quell’alimento, da come viene manipolato, da come viene cotto e abbinato con altri alimenti.

Ti faccio l’esempio della banana. Considerata da tutti un alimento ricco di potassio e quindi adatto all’attività sportiva, in realtà è ricca di potassio sulla carta. Il frutto infatti raggiunge la sua massima concentrazione nel prezioso micronutriente solo quando raccolto a maturazione dall’albero, ma la maggior parte delle banane viene raccolta quando ancora è acerba e viene poi fatta maturare in cassoni con etanolo. Di fatto, il frutto che abbiamo in Italia più ricco di potassio è l’albicocca, soprattutto se raccolta matura e in stagione.

Allo stesso modo si può considerare il formaggio un alimento funzionale per il benessere delle ossa grazie al suo contenuto di calcio, ma se abbinato ad alimenti ricchi di acido ossalico, contenuto per esempio negli spinaci, perde la sua funzionalità in quanto tale acido si combina nel tratto intestinale con il calcio rendendolo inassorbibile.

Se sei una persona sana, che mangia in modo variato e regolare, preferendo cibi di stagione ed evitando alimenti confezionati, probabilmente non hai bisogno di controllare nel minimo dettaglio tutti questi aspetti.

Se però soffri di qualche patologia a seconda del tuo stato di salute può diventare fondamentale conoscere a fondo gli alimenti e il loro potere terapeutico che si esplica solo quando vengono utilizzati alimenti di qualità correttamente abbinati tra loro.

Se per esempio soffri di anemia non è importante solo incrementare nella tua dieta la presenza di cibi ricchi in ferro, ma anche conoscere:

  • la differenza tra gli alimenti che apportano ferro eme e quelli che apportano ferro non eme
  • come aumentare la capacità di assorbimento del ferro
  • a seconda del tipo di anemia assicurarsi anche corrette fonti di vitamine del gruppo B
  • … molto altro!

L’alimentazione funzionale fa a tutti gli effetti parte di quella che ad oggi viene chiamata medicina funzionale. La medicina funzionale NON è una medicina alternativa che si sostituisce alla medicina tradizionale, ma un approccio differente alla patologia.

La Medicina Funzionale

La medicina funzionale utilizza un approccio ai problemi di salute “paziente-mirato”. L’approccio medico convenzionale si focalizza generalmente sull’entità malattia come insieme di sintomi e come una entità indipendente dall’organismo e autosufficiente. Mi piace molto una frase tratta dal Trattato di Medicina Funzionale di Pandiani (1996) che riporta:

“Molto spesso sembra che il malato funga da spettatore del conflitto fra patologia e farmaci, cui presta momentaneamente il proprio corpo. Diagnosticare significa applicare una etichetta, ovvero un nome, alla malattia. Secondo questi concetti dunque la salute non è altro che uno stato di assenza di malattie diagnosticabili. I sintomi, per forza di cose, diventano il problema, e quindi curarli significa eliminarli”.

La realtà è però ben differente. La malattia è infatti un fenomeno complesso che dipende sia da disfunzioni individuali precedenti la malattia (che per esempio dipendono da una predisposizione genetica), sia da come queste vengono immerse nello stile di vita e sottoposte ai più svariati stimoli ambientali. Questi ultimi possono quindi fungere da fattori scatenanti la patologia dando il via ad una cascata in cui mediatori biochimici (come per esempio i mediatori infiammatori) innescano delle reazioni biologiche che causano la malattia. 

Immagina la persona malata come un albero possente. Quello che puoi vedere sono il tronco, i rami e le foglie. Dal benessere di queste parti della pianta puoi capire se essa stia soffrendo. Se per esempio vedi le foglie ingiallire o la corteccia mutare, puoi pensare che ci sia qualcosa che non va. L’approccio convenzionale pota i rami, toglie le foglie marce, tratta la corteccia con gli antiparassitari, cioè tratta i sintomi. Ma quest’albero ha anche radici, sorge su un certo tipo di terreno che dona alla pianta un certo tipo di nutrimento. E se il problema fosse la falda acquifera? Non basterà potare i rami o trattare ciò che si vede in superficie, il fattore scatenante la malattia resterà lì, nascosto ai tuoi occhi, consumando l’albero dall’interno nonostante tutti gli sforzi profusi per trattare ciò che all’occhio sembra più immediato.

L’immagine (in inglese) che ti ho inserito esemplifica quello che ti ho appena spiegato. Se non individui la radice del tuo problema di salute sarà molto difficile poterci intervenire in modo mirato e risolutivo.

Ancora una volta ci tengo comunque a sottolineare il fatto che la visione della medicina funzionale affianca la medicina tradizionale e non si sostituisce al trattamento farmacologico, laddove necessario, ma permette di andare più a fondo nel problema e di non fermarsi alla sua superficie.

Perché alimentazione funzionale?

Nell’ottica dell’approccio della medicina funzionale, anche l’alimentazione assume un ruolo e un’importanza differente dal semplice “mangiare”.

In caso di patologia è importante riuscire a capire se con la tua alimentazione stai nutrendo la tua malattia oppure il tuo organismo. E con questo intendo che non solo ti devi chiedere se i cibi che stai mangiando siano o meno consigliati per la tua patologia, ma anche se li tratti nel modo giusto, se la qualità è corretta: devi quindi avere una visione d’insieme delle cose, acquisire consapevolezza alimentare che ti aiuti a fare le scelte più giuste nella realtà, non solo sulla carta.

Per farti capire cosa intendo ti racconto una brevissima storia.

Si presenta da me una giovane paziente, che chiamerò Anna (nome non reale), che ancora prima di arrivare da me ha iniziato ad applicare un metodo, il Metodo Apollo, indicato per il trattamento nutrizionale della psoriasi. Anna è vegetariana ed ha adattato il Metodo (che prevede il consumo di carne e pesce) alla sua dieta vegetariana, aumentando il consumo di uova e comunque escludendo tutti gli alimenti vietati in caso di psoriasi.

Nel fare questo Anna ha aumentato il consumo di uova settimanali (cosa che non impatta sul rischio cardiovascolare, ma di questo te ne parlerò quando vedremo le uova come alimento funzionale nelle prossime settimane). Dopo 2 mesi dall’inizio del Metodo si presenta da me, in quanto non sta riscontrando i benefici sperati e ritiene pertanto di aver bisogno di una guida che le dia indicazioni personalizzate, dato anche il fatto che ha perso peso pur essendo già magra.

Ti sembrerà banale, ma una delle prime cose che ho chiesto ad Anna è stata da dove arrivassero le uova. Per me era importante capire che tipo di uova stesse consumando, visto che ne aveva aumentato notevolmente la frequenza settimanale. Avevo bisogno di sapere se quelle uova provenissero da galline ruspanti oppure da galline allevate in gabbia con mangimi.

Devi ricordare sempre che tu non sei solo ciò che mangi, ma anche ciò che ha mangiato ciò che mangi. Se la gallina che ha prodotto l’uovo ha mangiato cereali per tutta la sua vita, mangiando l’uovo è come se tu assumessi cereali anche se stai escludendo dalla dieta, come nel caso specifico.

La mia prima indicazione per Anna è stata pertanto quella di trovare delle uova, preferibilmente biologiche, da galline che non fossero alimentate a mangime e cereali, altrimenti sarebbero stati vanificati tutti gli sforzi fatti nel seguire pedissequamente il Metodo.

Sistemato anche l’apporto di carboidrati da fonti consentite, per permettere il recupero del peso, e indicate le corrette modalità di cottura e manipolazione degli alimenti per trarne il massimo beneficio nutrizionale, Anna ha iniziato la sua nuova dieta e tra un paio di settimane la rivedrò per valutare con lei i progressi.

Di storie come quella di Anna ce ne sono moltissime, ma non voglio tediarti inutilmente. Mi è solo servita da esempio per illustrarti come un alimento funzionale possa perdere la sua funzionalità se non lo si conosce e non lo si inserisce in modo corretto all’interno della propria alimentazione.

Nelle prossime settimane approfondirò le caratteristiche funzionali di molti alimenti.

Le informazioni che riceverai saranno tante e servono principalmente affinché tu possa costruire una tua solida consapevolezza alimentare. Sono informazioni, e formazione, che ci tengo a condividere con te, ma ricorda che tutte questo non farà di te, purtroppo, uno specialista della nutrizione.

Se torni all’immagine dell’albero ti renderai conto nuovamente della complessità dell’organismo malato, per il quale conoscere le caratteristiche funzionali di qualche alimento non è affatto sufficiente per ripristinare lo stato di salute e benessere. In caso di patologia, o se hai compreso l’importanza dell’alimentazione per mantenere il tuo stato di salute o trattare una patologia, rivolgiti sempre ad un professionista che ti sappia guidare nel modo più concreto ed efficace possibile sulla tua strada verso la salute.

 

Se hai bisogno di più informazioni sul servizio che svolgo come Biologo Nutrizionista o vuoi sottopormi il tuo caso per richiedere una Visita Nutrizionale, compila subito il Modulo Contatti!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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