La Calendula (Calendula officinalis L.) è un fiore tipico dell’estate, che fiorisce regolarmente una volta al mese da inizio estate all’autunno inoltrato e proprio per questo motivo pare che derivi il suo nome dalle calendae romane (i primi giorni di ogni mese). Conosciuta anche come “sposa del sole” perché si apre all’alba e si chiude al tramonto, predilige le zone di piena luce per cui va tenuta all’aperto anche se coltivata in vaso, non teme il sole diretto né le alte temperature estive. Molto importante è annaffiarla regolarmente preferibilmente il mattino presto o la sera tardi, evitando ristagni idrici.

Informazioni botaniche

  • Nome botanico: Calendula officinalis L.
  • Etimologia: il nome Calendula sembra derivare dalle calendae romane (i primi giorni di ogni mese) forse per la sua costante rifioritura o forse per la proprietà del suo infuso di favorire la regolarità del ciclo mestruale.
  • Famiglia: Asteraceae (Compositae)
  • Sinonimi: Calendola, Fiorrancio
  • Habitat originario: Nord Africa ed Europa, oggi diffusa in tutta Italia soprattutto al sud, comune nei paesi mediterranei.
  • Principi Funzionali: Olio essenziale, flavonoidi, carotenoidi, steroli, tannini, mucillagini

    Tavola botanica di Calendula Officinalis L.

    Tavola botanica di Calendula Officinalis L.

Caratteristiche botaniche

La Calendula appartiene alla famiglia delle Asteraceae, è una pianta erbacea annuale, con fusto eretto e ramificato che raggiunge l’altezza di 70 cm e radice a fittone con numerose radichette laterali.
Le foglie sono lanceolate con margine dentato, spesse e vellutate perché ricoperte da una fitta peluria, quelle alla base sono più piccole e disposte a rosetta mentre quelle superiori sono più grandi, hanno forma allungata e disposizione alterna rispetto al fusto.

Capolini di Calendula

Capolini di Calendula

I fiori dal bellissimo colore arancio brillante sono la parte utilizzata in fitoterapia e racchiudono tutte le proprietà di questa preziosa pianta (per conoscerle leggi anche il nostro articolo dedicato). In realtà non sono veri e propri fiori ma infiorescenze a capolino, cioè un insieme di piccoli fiorellini vicini: quelli più esterni sono dotati di ligula o petalo arancione, mentre quelli posti centralmente ne sono spesso privi anche se in alcune varietà coltivate tutti i fiori sono ligulati.
I frutti sono acheni, con parete coriacea e contenenti un solo seme, presentano variabilità di forma a seconda della posizione sul capolino: quelli più esterni sono arcuati, quelli mediani sono alati mentre i centrali sono semplici di forma stretta e allungata.
Come già accennato la parte utilizzata in fitoterapia per preparare infusi e decotti ma anche come ingrediente di prodotti cosmetici è il capolino. La raccolta viene effettuata da aprile a giugno e da settembre a novembre, una volta raccolti i capolini vengono fatti seccare all’ombra e si conservano al buio.

Curiosità

Oltre che per le proprietà fitoterapiche, i capolini di Calendula vengono utilizzati anche per tingere tessuti delicati come lana e seta, le foglie possono essere consumate in insalata, i boccioli conservati sott’aceto e impiegati in cucina e i petali si utilizzano per aromatizzare l’aceto o canditi.

Nell’articolo a lei dedicato come rimedio naturale potrai scoprire tutti gli utilizzi nei protocolli fitoterapici! Scopri di più!

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