Seguire un’alimentazione sana non significa solo stare a dieta, controllare la quantità dei cibi ingeriti, le loro calorie e le corrette proporzioni di carboidrati, grassi e proteine per il nostro fabbisogno. Significa soprattutto conoscere e controllare la qualità degli alimenti che consumiamo, sia che questi siano materie prime che non hanno subito lavorazioni, sia che siano dei prodotti lavorati.

Viviamo oggi in una società frenetica, che ci impone ritmi lavorativi stressanti e il ruolo della donna è decisamente cambiato. Oramai quasi tutte le donne lavorano ed è venuta perciò a mancare quella figura di custode del focolare tipica delle famiglie italiane del dopoguerra. Se ripenso alle mie nonne e alle mie bisnonne, quasi nessuna di loro lavorava fuori casa: si occupavano tutte della gestione della famiglia, della spesa, dell’eventuale orto e della cucina. Oggi invece siamo sempre più portati a mangiare “cose veloci” che non richiedano eccessiva preparazione e spesso anche cibi conservati per ridurre il tempo dedicato alla spesa e la necessità di recarci al supermercato. Scrivo utilizzando un “noi” perché nella categoria delle donne lavoratrici con orari assurdi rientro anche io e spesso mi trovo impossibilitata a fare la spesa nell’arco della settimana, arrivando al lavoro prima dell’apertura dei supermercati ed uscendo quando ormai anche i centri commerciali hanno già chiuso.

Sorge spontanea una domanda: se non abbiamo l’orto, non abbiamo il “puner” (nel dialetto veneziano il pollaio), abbiamo poco tempo per la spesa… è ancora possibile seguire un’alimentazione sana?

Certo! Il mio motto è “la conoscenza fa la differenza“: devo conoscere le materie prime, saper leggere le etichette dei prodotti che acquisto per fare buone scelte anche al supermercato e allora diventa possibile.

C’è un libro che consiglio spesso ai miei pazienti: “Cosa c’è nel mio cibo? Leggi le etichette e sai cosa mangi” di Monica Marelli, edito da Giunti e in vendita alla modica cifra di €8,90. Lo consiglio perché è molto lineare e semplice, da’ informazioni precise e facili da memorizzare, risultando comunque molto completo.

Il libro edito Giunti "Cosa c'è nel mio cibo"

Il libro edito Giunti “Cosa c’è nel mio cibo”

Vediamo un po’ insieme quali punti salienti vengono analizzati nel libro.

Il decalogo dell’etichetta

In base all’articolo 3 del Decreto Legislativo 109/92, le etichette dei prodotti preconfezionati devono riportare obbligatoriamente le seguenti indicazioni:

  1. Denominazione di vendita: cioè di cosa si tratta (per esempio pane, latte, yogurt, ecc)
  2. Luogo di origine e provenienza
  3. Elenco degli ingredienti
  4. Valori nutrizionali
  5. Quantità netta o nominale di produzione o di confezionamento
  6. Modalità di conservazione e/o utilizzo se è necessario (per esempio, per alcune bevande, l’indicazione “conservare in frigo dopo l’apertura”)
  7. Termine minimo di conservazione o data di scadenza
  8. Nome, ragione sociale o marchio depositato e la sede del fabbricante o del confezionatore. Questa informazione deve essere riportata chiaramente sulla confezione, in modo che il consumatore sappia chi contattare in caso di reclamo o per ottenere ulteriori informazioni sul prodotto
  9. Sede dello stabilimento di confezionamento
  10. Lotto di appartenenza del prodotto

Alcuni di questi punti sono di facile interpretazione, come ad esempio la data di scadenza, la quantità nominale o lo stabilimento di produzione; altri invece richiedono un’analisi più approfondita e spesso anche delle competenze e conoscenze di base. Rientrano in questa categoria soprattutto i punti 3 e 4. L’elenco degli ingredienti e la tabella dei valori nutrizionali sono, infatti, due informazioni che spesso risultano di difficile interpretazione perché magari non conosciamo bene la terminologia utilizzata o non sappiamo interpretare alcune sigle.

Elenco degli ingredienti

In questo elenco sono riportate tutte le materie utilizzate e lavorate per produrre quello specifico prodotto. Gli ingredienti vengono riportati in ordine decrescente di peso: il primo è quindi quello utilizzato in quantità maggiore e l’ultimo quello presente in quantità minore.

In questa lista la presenza di allergeni deve essere evidenziata con un carattere tipografico differente o in dimensioni o in colore diversi per fare in modo che sia immediatamente visibile. In questo link troverete il sito della Confcommercio sulla pagina dedicata alle informazioni relative agli allergeni che devono essere riportate in etichetta.

Esempio di come venga evidenziata la presenza di allergeni

Esempio di come venga evidenziata la presenza di allergeni

Secondo le nuove normative sugli allergeni non è più legale l’inserimento della scritta generica “oli vegetali” o “grassi vegetali”: è infatti necessario specificare di quali si tratta (per es. olio di palma, olio di cocco, ecc.). Se un prodotto riporta questa dicitura potete già constatare che il produttore non sta rispettando la normativa ed agire di conseguenza, evitando l’acquisto del prodotto.

Indicazioni nutrizionali principali

L’elenco deve obbligatoriamente riportare:

  • Valore energetico
  • Grassi
  • Acidi grassi saturi
  • Carboidrati
  • Zuccheri
  • Proteine
  • Sale

Si possono tuttavia trovare anche indicazioni riguardanti la presenza di acidi grassi monoinsaturi, acidi grassi polinsaturi, polioli, amido, fibre.

L’indicazione del valore energetico (calorie) può essere riferita a 100 g o 100 ml di prodotti, oppure alla singola porzione, Il valore energetico è espresso anche come percentuale del fabbisogno energetico di un adulto medio, ossia circa 2000 kcal al giorno. E’ molto importante, per esempio nel caso di biscotti o prodotti da forno, prestare attenzione al fatto che:

  1. per fare affidamento sulle calorie per porzione devo effettivamente consumare quella porzione! Se si fa attenzione, per molti biscotti la porzione equivale a 3, massimo 4 biscotti, quindi è molto importante, nella scelta del prodotto da acquistare, cercare di capire anche quanto ne consumeremo. Magari il prodotto ci sembra “vantaggioso” perché ha meno calorie su 100 g rispetto ad un altro, ma se ci piace molto saremo portati a mangiarne più della porzione media!
  2. la percentuale rispetto al fabbisogno energetico è calcolata per un adulto medio (come già scritto circa 2000 Kcal), pertanto se si sta seguendo una dieta di restrizione o controllo calorico è opportuno seguire le indicazione date dal biologo nutrizionista o dal medico che hanno calcolato con esattezza il fabbisogno giornaliero del paziente!
Non bisogna farsi ingannare dalle calorie per porzione!

Non bisogna farsi ingannare dalle calorie per porzione!

Indicazioni complementari

La normativa Europea prevede anche che alcuni tipi di alimenti o addittivi debbano essere evidenziati in etichetta, attraverso la dicitura “contiene”, perché possono non essere adatti a tutti i consumatori.

Vediamo insieme la lista:

  • Alimenti la cui conservazione è stata prolungata mediante gas d’imballaggio autorizzati (per es. con la dicitura “confezionato in atmosfera modificata”)
  • Alimenti che contengono edulcoranti
  • Alimenti che contengono acido glicirrizico
  • Alimenti che contengono caffeina
  • Alimenti o ingredienti alimentari con aggiunta di fitosteroli, esteri di fitosterolo, fitostanoli o esteri di fitostanolo

L’importanza di informarsi (in modo corretto)

Da questo semplice riassunto di informazioni si può comprendere come non sia affatto semplice capire nell’immediato con che prodotto abbiamo a che fare. Un esercizio che consiglio di fare ai miei pazienti che vogliono imparare qualcosa di più è quello di prendere alcuni prodotti che hanno in casa e provare a leggerne l’etichetta, appuntandosi le cose che non sono chiare, gli ingredienti che non conoscono, le informazioni che ritengono parziali o fuorvianti. Consiglio poi loro di andare al supermercato e cercare un prodotto analogo che abbia una etichetta più semplice il possibile: bisogna infatti che ricordare che tutto ciò che non ci è immediato probabilmente è una materia prima che in natura non sarebbe presente!

Le informazioni in una etichetta sono davvero moltissime e per poter fare un acquisto consapevole è importante saperle interpretare nel modo corretto

Le informazioni in una etichetta sono davvero moltissime e per poter fare un acquisto consapevole è importante saperle interpretare nel modo corretto

Informarsi è quindi il primo passo per prendere coscienza sul prodotto che si riporrà in dispensa o in frigo e poi a tavola, ma è molto importante affidarsi a fonti di informazioni affidabili! Fate perciò sempre riferimento alle normative e a siti istituzionali, come quello della Confcommercio o della Coldiretti.

Se le informazioni di questo articolo vi hanno messo la pulce nell’orecchio, vi consiglio di approfondire con la lettura del libro di Monica Marelli citato all’inizio del post!

 

Dr.ssa Nadia Sorato

 

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