I frutti di bosco fanno parte di una categoria di alimenti che vengono consumati più per il loro aroma raffinato che per il loro apporto nutritivo. Molte persone non sanno che invece sono dei frutti ricchissimi di molecole benefiche per la salute e per questo si possono considerare dei veri e propri alimenti funzionali. Rientrano in questo gruppo: fragole, lamponi, mirtillo nero e rosso, more, ribes, bacche di sambuco e altri frutti e bacche poco conosciuti in Europa.
In fitoterapia vengono utilizzati moltissimi estratti da questa categoria di frutta: succhi, estratti di pianta intera, tinture madri, gemmoderivati e altro ancora. E’ importante però sapere che quando si procede alla preparazione di un estratto di pianta, si può perdere l’integrità del fitocomplesso. Questo rappresenta l’insieme delle sostanze naturali contenute nella pianta: non è riproducibile mediante sintesi chimica, né valutabile tramite i metodi analitici classici. Il modo migliore di sfruttare il fitocomplesso è quello di nutrirsi della pianta: mentre per molte piante questo non è possibile (è un po’ difficile nutrirsi di alberi, arbusti o foglie…) i frutti di bosco sono ottimi utilizzati tal quali nella nostra alimentazione.

Componenti

I frutti di bosco si caratterizzano per il loro elevato contenuto di composti fenolici, in particolar modo di antocianine.
I composti fenolici regolano l’attività di molti enzimi del nostro organismo, ma hanno anche una più complessa attività a livello del nucleo cellulare: modulano recettori, regolano l’espressione dei geni e contribuiscono ai processi di riparazione del DNA.

Con diversi studi è stato dimostrato che i composti fenolici sono scarsamente biodisponibili e vengono eliminato con le urine in poche ore: per questi motivi a lungo si è ritenuto poco probabile un loro effetto significativo sulla salute umana. Dobbiamo invece considerare che questi composti vengono trasformati all’interno del nostro organismo da intestino, fegato e dalla nostra flora batterica in derivati che rimangono a lungo nell’organismo, si accumulano nei tessuti e contribuiscono quindi all’effetto salutistico dei frutti di bosco.

Contenuto di composti fenolici totali e antocianine in alcuni frutti di bosco (in mg/100 g di peso fresco). Modificata da Szajdek e Borowska, 2008

Contenuto di composti fenolici totali e antocianine in alcuni frutti di bosco (in mg/100 g di peso fresco). Modificata da Szajdek e Borowska, 2008

Le antocianine costituiscono il gruppo di composti fenolici che maggiormente caratterizza i frutti di bosco. Si trovano dappertutto nel mondo vegetale, sono responsabili della colorazione che va dal rosso al violetto e svolgono una importante azione protettiva antiossidante per la pianta. Il contenuto in antocianine dei frutti è variabile e generalmente proporzionale all’intensità del colore e al progredire della maturazione.
Nei frutti di bosco sono presenti anche acidi fenolici e tannini. In particolare in lamponi e fragole si trova l’acido ellagico, una delle sostanze più studiate ai fini antitumorali. I tannini sono invece i responsabili dell’asprezza e dell’astringenza ed hanno una azione astringente, vasocostrittrice ed emostatica oltre che antidiarroica ed antisettica.

Proprietà salutistiche

La proprietà più conosciuta dei frutti di bosco è quella antiossidante. Tutti i frutti di bosco hanno infatti componenti che riescono a disattivare diverse molecole ossidanti, come i radicali liberi. Come detto in precedenza, sebbene questo tipo di attività possa essere ricondotto prevalentemente alla presenza di antocianine, è il fitocomplesso (e quindi l’effetto sinergico di tutte le molecole presenti nel frutto) che determina l’effetto antiradicalico.

Vaccinium myrtillus

Vaccinium myrtillus

Le antocianine sono molto utili anche nel trattamento di patologie legate alla microcircolazione. Esse infatti migliorano l’elasticità dei vasi e diminuiscono la permeabilità dei vasi capillari. In molti integratori le antocianine da mirtillo nero (Vaccinium mirtillus L.) vengono utilizzate per coadiuvare i processi fisiologici della rigenerazione della rodopsina e quindi dei pigmenti fotosensibili della retina favorendo l’adattamento dell’occhio all’oscurità e alla visione notturna. Il mirtillo nero inoltre, avendo proprietà astringenti e antiemorragiche rettali può essere consigliato a chi soffre di disturbi emorroidari, anche con emorroidi sanguinanti.

Vaccinium macrocarpon

Vaccinium macrocarpon

Il mirtillo rosso (Vaccinium macrocarpon), altrimenti noto come mirtillo americano, mirtillo di palude o Cranberry, è molto utilizzato per la prevenzione ed il trattamento delle infezioni delle vie urinarie, favorendo l’integrità fisiologica delle stesse. Anche una revisione sistematica della Cochrane Collaboration ha confermato l’efficacia preventiva del mirtillo rosso americano, senza tuttavia definirne le dosi di utilizzo. La sua azione si esplica grazie alle proantocianidine, molecole capaci di impedire “l’ancoraggio” dei batteri che causano le infezioni alle pareti delle vie urinarie. Il Vaccinium macrocarpon è in grado di acidificare le urine solo se si superano i 3000 mg di proantocianidine per dose giornaliera, ma un eccessivo uso di succo del frutto può abbassare l’effetto di medicamenti alcalini (come antidepressivi e antidolorifici) causandone una più rapida escrezione. Per questi motivi è utile associarne l’utilizzo ad estratti di uva ursina.
Il mirtillo rosso americano ha dimostrato di avere proprietà antiadesive anche nei confronti di Helicobacter pylori prevenendo possibili ulcere e tumori gastrici correlati all’infezione.
Curiosità. Il gemmoderivato (macerato glicerico) di mirtillo rosso europeo (Vaccinium vitis idaee) svolge un’azione anche di regolatore del transito intestinale. In caso di intestino inerte funge da stimolante, in caso di ipertonia intestinale funge invece da sedativo e antispastico.
Alcuni studi epidemiologici hanno evidenziato inoltre che un maggior consumo di frutti di bosco corrisponde ad una riduzione del rischio cardiovascolare. Andremo a vedere per ciascun frutto, nei prossimi articoli, quali siano le sostanze attive che hanno questo tipo di azione, ma possiamo già dire che determinano:
– un aumento della capacità antiossidante del plasma e delle urine;
– una diminuzione dell’ossidazione del colesterolo LDL (conosciuto come “colesterolo cattivo”);
– una riduzione della glicemia e del colesterolo totale con aumento del colesterolo HDL (il “colesterolo buono”).

Effetti indesiderati e controindicazioni

Come tutti gli alimenti, anche i frutti di bosco possono dare origine a reazioni indesiderate. Prime fra tutti le eventuali allergie (come ad esempio l’allergia alle fragole). C’è da dire che spesso gli effetti avversi allergici o simil-allergici dipendono più dalla qualità del frutto che dal frutto in sé. Per questo motivo è sempre opportuno leggere l’etichetta del prodotto che si acquista e verificarne l’origine e l’eventuale produzione in coltivazione. Nel caso del mirtillo rosso americano sono state evidenziate anche alcune possibili interazioni con l’anticoagulante warfarin, ma sempre nel caso di dosi elevate. Per questo motivo per la prevenzione delle affezioni delle vie urinarie si preferisce adottare un dosaggio più basso dell’estratto di questo frutto abbinandolo ad altri estratti con stessa funzione ma meccanismo d’azione differente (ad esempio l’estratto di uva ursina).
Nei prossimi articoli approfondiremo gli utilizzi fitoterapici di ogni singolo frutto di bosco, vedendo anche in quali protocolli terapeutici possano essere utilizzati. Continua a seguirci!

Bibliografia

  • Bertini, I., Giampietro, M., Lugli, A., (2011). Alimenti ed Erbe per la salute e il benessere
  • Firenzuoli, F., (2015). Fitoterapia. Guida all’uso clinico delle piante medicinali
  • Szajdek A., Borowska EJ., (2008). Bioactive compounds and health-promoting properties of berry fruits: a review. Plant Foods Hum Nutr 63:147-56

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