Il Vaccinium myrtillus L., più comunemente noto come mirtillo nero è un piccolo arbusto alto da pochi a 50 centimetri con una radice serpeggiante da cui si elevano numerosi fusti ampiamente ramificati. Della famiglia delle Ericaceae se ne usano in fitoterapia sia le bacche che le foglie.
Il frutto è una bacca carnosa blu-violacea tendente al nerastro, molto gustoso e raccolto con appositi pettini da luglio a settembre. In Italia trova il suo habitat naturale nel sottobosco delle montagne (Alpi e Appennino settentrionale fino all’Abruzzo) oltre che nei boschi e nelle brughiere.

Pagina tratta da "I discorsi di M. Pietro Andrea Matthioli" Anno MDLXVIII. In questa pagina la pianta compare con il suo nome volgare perché la classificazione Linneaiana è successiva e risalente alla metà del '700. Il trattato del Mattioli contiene la traduzione dal greco del "De materia medica", l’erbario di Dioscorides Pedacius, medico botanico vissuto ai tempi di Nerone. Già nei tempi antichi il mirtillo nero costituiva un noto rimedio naturale e compariva negli erbari.

Pagina tratta da “I discorsi di M. Pietro Andrea Matthioli” Anno MDLXVIII. In questa pagina la pianta compare con il suo nome volgare perché la classificazione Linneaiana è successiva e risalente alla metà del ‘700. Il trattato del Mattioli contiene la traduzione dal greco del “De materia medica”, l’erbario di Dioscorides Pedacius, medico botanico vissuto ai tempi di Nerone. Già nei tempi antichi il mirtillo nero costituiva un noto rimedio naturale e compariva negli erbari.

Il mirtillo è sempre apparso nella farmacopea tradizionale come valido rimedio astringente. Un tempo considerato solo un capillaro-protettore, oggi sta diventando una pianta sempre più interessante anche per l’industria farmaceutica e può essere considerato una pianta medicinale vera e propria, dotata di numerose attività farmacologiche.

I principi attivi

Come già visto nell’articolo dedicato ai frutti di bosco, il mirtillo contiene antocianosidi (cianidina, delfinidina, pelargonidina, malvidina, peonidina, irsutidina, e penutidina), glicosidi i cui agliconi (cioè parte non zuccherina) sono chiamati antocianidine o antocianine (responsabili tra l’altro del colore tipico del frutto) e una grande quantità di tannini.

Struttura chimica dei vari antocianosidi presenti nella bacca di mirtillo

Struttura chimica dei vari antocianosidi presenti nella bacca di mirtillo

Attività sull’organismo

L’attività dei principi attivi contenuti nel fitocomplesso di mirtillo nero si esplica principalmente sull’apparato cardiovascolare e risulta quindi utile per la prevenzione delle patologie a carico di questo sistema. Vediamo nel dettaglio le varie funzioni.

L’attività protettrice nei confronti dell’endotelio ( tessuto che riveste la superficie interna dei vasi sanguigni, linfatici e del cuore) è legata:
– alla capacità degli estratti di mirtillo di inibire le elastasi e le collagenasi che a lungo andare provocano degradazione dell’endotelio: grazie a questa attività il tessuto connettivo è reso più stabile ed elastico
– alla naturale funzione degli antocianosidi del mirtillo di inibire l’aggregazione piastrinica indotta da stati infiammatori o traumi
– all’attività degli antocianosidi come inibitori dell’azione dell’angiotensina II (ormone deputato al controllo della pressione sanguigna e dell’equilibrio elettrolitico renale) e come stimolatori della sintesi di prostaciclina a livello delle pareti vascolari. Le prostacicline sono lipidi della classe delle prostaglandine che svolgono un effetto “antinfiammatorio” nel nostro organismo opponendosi all’azione dei trombossani e prevenendo l’aggregazione piastrinica sulle pareti dei vasi

Da ricerche svolte negli anni ’90 sono state evidenziate anche le proprietà antiossidanti dei flavonoidi del mirtillo, dimostrando la loro attività nella prevenzione delle cardiopatie ischemiche.

Gli estratti di mirtillo sono molto noti soprattutto per gli studi più datati (degli ’80) sul distretto della retina dell’occhio. Essi sono infatti attivi nella rigenerazione della rodopsina (la porpora retinica, il pigmento fotosensibile che ci permette la vista in bianco e nero) e nell’adattamento all’oscurità e alla visione notturna.

I principi attivi contenuti nel fitocomplesso del mirtillo, inoltre, contrastano la fragilità capillare, le varici, i disturbi emorroidali e della microcircolazione. Per queste ultime funzioni le indicazioni sono pertanto rappresentate da pazienti affetti da retinopatia ipotensiva e/o diabetica, così come dai pazienti fumatori o con iniziali segni di danno micro- o macrovascolare di tipo aterosclerotico.

Protocolli di utilizzo fitoterapico.

– Come astringente intestinale (per diarree leggere)

Dai 20 ai 60 grammi al giorno di bacca disidratata. Dosi elevate vanno utilizzate con cautela in caso di disordini emorragici e in soggetti in terapia con warfarin o farmaci antiaggreganti
Decotto di 5 g di bacche in una tazza d’acqua (150 ml), far bollire per 10 minuti e lasciare in infusione per altri 10. 2/3 tazze al giorno (indicato soprattutto in caso di diarrea)

– Per la vista (miopia e retinopatie)

Mirtillo Plus 15 – Cento Fiori, estratto secco di mirtillo nero frutti (tit. antocianidine 15%): 1 capsula da 350 mg 2 volte al giorno

– Come ipoglicemizzante

Infuso di 1 grammo di foglie di mirtillo in 150 ml d’acqua bollente, 2/3 tazze al giorno. Non usare per cure prolungate.

– Per la microcircolazione

Mirtillo Plus 15 – Cento Fiori, estratto secco di mirtillo nero frutti (tit. antocianidine 15%): 1 capsula da 350 mg 2 volte al giorno
Mirtillo MG (macerato glicerinato), 60 gocce 2 o 3 volte al giorno lontano dai pasti in poca acqua pari a una dose giornaliera di 3 ml di gemmoderivato, corrispondente a 0,06 g di gemme o germogli o radichette

Bibliografia

  • Firenzuoli, F., (2015). Fitoterapia. Guida all’uso clinico delle piante medicinali
  • Mearelli, F., Giogli, A., (2013). Piante e integratori per il benessere
  • Palma, L., (2006). Le Piante Medicinali d’Italia. Botanica, chimica, farmacodinamica, terapia
  • Mearelli, F. (2010). Prontuario di Fitoterapia

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